Che il tuo alimento sia medicamento - Alimentazione e Salute
di Loreto Bettanin


Le ricerche di Pavlov, hanno stabilito al di là di ogni dubbio, che vi è una qualità di succo per la digestione della carne, un'altra per il latte, un'altra per l'acido della frutta, ecc. Questo fatto costituisce la ragione per cui non sempre tutti i cibi si amalgamano bene. Due scienziati austriaci, Kracmar e Hauswirth, misurando la polarità e la carica bioelettrica di numerosi alimenti hanno dimostrato, che mescolando proteine e carboidrati si favorisce la formazione di sostanze dannose all'integrità degli organi. Questa condizione crea il terreno adatto perché si possa instaurare una malattia.

Purtroppo la mancanza di conoscenze al proposito ha creato accostamenti alimentari che presentano delle serie problematiche digestive: quando associamo più alimenti contemporaneamente avviene una sorta di indigestione, per incompatibilità digestive; per tale motivo solo in minima parte ciò che mangiamo viene digerito ed il resto viene espulso, a prezzo di grande dispendio energetico e di perdita dei succhi digestivi. La conseguenza è una massa alimentare fermentante che produce acidità, eruttazioni, indigestioni, sensazione di bruciori, flatulenze, meteorismo ecc. Non è sufficiente, pertanto, mangiare alimenti vegetali per dire di essere in linea con l’indirizzo igienistico: vegetali maltrattati con cotture prolungate, male assortiti, senza rispetto delle associazioni e che costituiscono addirittura la maggioranza del cibo ingerito non entrano di diritto in una corretta dieta trofologica. Certo il modello alimentare proposto da Costacurta, che passa attraverso tre momenti fondamentali quali la disintossicazione, la rivitalizzazione e il mantenimento, si scontra con le nostre radicate abitudini, difficili da sradicare; ma se sperimentiamo e comprendiamo l’approccio igienotrofologico questo ci appare affascinante, sconvolgente, semplice, pratico, veloce e poco costoso. Certo è un modello che può mettere a dura prova la nostra elasticità mentale; le nostre convinzioni e le credenze rispetto la salute e malattia vengono ribaltate e si entra in un mondo dove l’interpretazione della malattia va contro l’apparente senso della logica. Ecco quindi che prima di utilizzare un alimento mirato a colmare eventuali carenze è necessario condurre una buona disintossicazione perché, ricordiamo, causa primaria delle malattie è la tossiemia (aumento degli scarti metabolici nel sangue), conseguenza delle alterate funzioni digestive che Lazaeta prima e Costacurta poi identificavano nell’alterato equilibrio termico. E il ristabilimento della normalità delle funzioni inizia da quelle che interessano, prioritariamente, la digestione e successivamente l’eliminazione; pertanto alla buona o cattiva funzionalità dell’organismo si collegano la qualità dei cibi e il modo con cui si assumono e come conseguenza la possibilità di resistenza alle malattie. Costacurta ha puntato ad uno stile alimentare vitale per ciascuna cellula e per l’intero organismo, ad una alimentazione viva, non vista come semplice insieme di sostanze ricche di proteine, grassi, carboidrati, vitamine, sali minerali e acqua, ma un insieme di nutrienti parti di un organismo vivente e quindi vitali; non semplici molecole, ma cellule viventi di un organismo vivente. Questo è un concetto che oggi acquisisce sempre maggiore credito anche in ambito scientifico e che rende attuale e profonda di significato l’affermazione di Costacurta :“La nutrizione naturale è la principale realtà preventiva e curativa che si proietta nel presente e futuro della specie umana".

Ma quali sono gli alimenti e le regole verso cui orientare la propria scelta? Cominciamo con il dire che è indispensabile consumare il maggior quantitativo di alimenti crudi e siccome alcuni cibi vanno, o li vogliamo, cotti è necessario adottare la cottura più favorevole alla salvaguardia dei principi nutritivi (ad esempio la cottura rapida ad alta temperatura danneggia meno i cibi rispetto una cottura lenta a bassa temperatura), ma soprattutto fare in modo che i cibi cotti costituiscano la minima parte del pasto, o al massimo siano presenti in un solo pasto quotidiano. La prima regola da non dimenticare mai è che i cibi crudi sono amici delle buone digestioni, infatti tali alimenti contengono gli enzimi necessari per questo importante processo, al contrario i cibi cotti ne sono carenti. Pertanto l’alimentazione ideale dovrebbe essere costituita per almeno il 70% da cibi crudi. Chi gode di eccellente salute può mangiare crudità vegetali in abbondanza ma se il potere digestivo è difettoso, come ad esempio nelle persone eccessivamente magre e nervose con intestino fragile, se ne mangeranno in minime quantità e mano a mano che la salute migliora si aumenterà la quantità in rapporto alla capacità digestiva. Quando c’è poco potere digestivo (e la cottura dei cibi indebolisce, col trascorrere del tempo, tale potere) e una flora batterica intestinale fortemente alterata, difficilmente la cellulosa viene elaborata e la conseguenza può essere irritazione, che si ripercuote sul sistema nervoso, sul sistema muscolare (stitichezza, gas) e sulla mucosa intestinale (colite). In questi casi è utile, in piccole quantità (mezzo bicchiere), il succo di carota preso con costanza; si possono prendere anche altre crudità in forma di succo e contemporaneamente riabituarsi con gradualità al consumo di crudità al naturale, in quantità consona a ciascun individuo. Gli organi digestivi se restano inattivi si indeboliscono e i cibi cotti agevolano questo processo di degradazione, rallentandone le funzioni egli organi digestivi quindi si atrofizzano. Pertanto non è mangiando cibi cotti che si fortifica una digestione debole, come non si può irrobustire un muscolo debole se ci si rifiuta di usarlo: quando gli organi della digestione sono indeboliti, stanchi, bisogna dar loro riposo, non sovraffaticarli e riabituarli con gradualità all’utilizzo delle crudità.

Altra regola da non dimenticare è che mangiare semplice e sano è il modo migliore per mantenere o ritrovare uno stato di salute ottimale: spesso si crede che un pasto corretto debba prevedere primo, secondo, contorno, frutta e pane (magari anche il dolce); ciò è assolutamente sbagliato in quanto ogni tipologia di cibo richiede enzimi diversi per essere digerito ed assorbito, perciò l’ideale sarebbe consumare un solo tipo di piatto abbinato costantemente con verdure.

Di fondamentale importanza poi è la provenienza degli alimenti destinati alla nostra tavola. A tale proposito ricordiamo che, se possibile, è meglio acquistare prevalentemente prodotti derivanti da coltivazioni biologiche o biodinamiche, ed è inoltre preferibile consumare pochi prodotti che giungono da terre lontane, in quanto sovente contengono additivi e conservanti necessari per il trasporto e la conservazione.

Principi della dieta trofologica:
- Mangiare tranquilli e rilassati, evitando di distrarsi guardando TV o giornali perché ciò rallenta e disturba le funzioni digestive.
- Masticare molto lentamente ogni tipo di alimento
- Possibilmente non bere durante i pasti. L'abitudine di bere un sorso e mangiare un boccone causa diluizione dei succhi gastrici, allunga il tempo di digestione e provoca disordini di assimilazione
- Utilizzare cibi il più possibile freschi, crudi, integrali e non manipolati industrialmente, provenienti da coltivazioni biologiche o biodinamiche
- Consumare abbondantemente frutta e verdure fresche di stagione in quanto ricche di vitamine, sali minerali, diastasi ecc.
- Mangiare la frutta lontano dai pasti o in pasti di sola frutta e possibilmente di una sola specie per volta (la frutta tende a favorire anomale fermentazioni gastriche e intestinali e quindi in linea di massima non va mangiata, se non per esigenze particolari, alla fine del pasto). Privilegiare la frutta fresca e di stagione dei luoghi in cui viviamo, evitando, o usando solo occasionalmente la frutta esotica.
- Iniziare sempre pranzo e cena con verdura cruda mista di stagione (iniziare il pasto con la verdura cruda ha effetto aperitivo, digestivo, lassativo, e contribuisce a neutralizzare eventuali cibi tossici eventualmente consumati nel seguito del pasto).
- Non mescolare troppi alimenti per evitare incompatibilità che danno reazioni dannose come ritardi digestivi, fermentazioni, gonfiori, cattivo assorbimento dei principi nutritivi, mal di testa, sonnolenza, stipsi
- Privilegiare il consumo di cereali integrali, anche sotto forma di fiocchi (riso, orzo, miglio, avena ecc., pane e pasta integrali). L’alimento integrale nutre e tonifica perchè completo in tutte le sue componenti (proteine, grassi, vitamine, sali minerali, oligoelementi, ecc.), che sono i fattori essenziali per il mantenimento della salute e sono presenti soprattutto nel rivestimento esterno dei chicchi dei cereali, normalmente eliminato nei cibi raffinati. Inoltre essendo ricchi di crusca e cellulosa, formano massa fecale che stimola l’intestino alla peristalsi e all’evacuazione portando con sé residui tossici, liquidi e gas.
- Ridurre drasticamente l’uso di grassi animali nella cottura e nel condimento dei cibi, a favore dell’olio extravergine di oliva (spremuto a freddo), specialmente crudo. Nella cottura di minestre o sughi, aggiungere il grasso solo alla fine della cottura o meglio ancora nel piatto, in tavola.
- Alternare con frequenza le proteine animali (uova, formaggi) con alimenti vegetali ad alto contenuto proteico come i legumi (fagioli, soia, lenticchie, piselli ecc.) e i semi oleosi (noci, mandorle, nocciole ecc.)
- Ridurre drasticamente l’utilizzo di alimenti che contengono additivi, coloranti, conservanti e residui di coltivazione o allevamento, orientandosi verso l’acquisto di prodotti ottenuti con metodiche biologiche o biodinamiche
- Utilizzare, preferibilmente, sale marino integrale al posto del sale raffinato. Il sale raffinato sbilancia gli equilibri minerali del sangue e provoca varie carenze e disfunzioni
- Alla sera limitare l’uso di formaggi o cereali
- Evitare queste sostanze o usarne il meno possibile perché fortemente squilibranti per l'organismo: dolci industriali di ogni tipo, compreso lo zucchero bianco (gli unici dolci ammessi in piccola quantità sono il miele vergine e quelli naturali preparati con farine integrali o semiintegrali, uva passa, fichi secchi, mele ecc.); superalcolici, caffè, tè, cacao, fumo, bevande gasate e colorate, cibi conservati, aceto, vino sofisticato (se il vino è genuino, non pastorizzato, e ne compare il desiderio, è accettabile berne mezzo bicchiere o uno dopo i pasti). Birra: max mezzo bicchiere o uno dopo i pasti in alternativa al vino.
- Quando nei giorni precedenti si è un pò esagerato con il cibo, per qualche giorno cenare solo con frutta fresca di stagione (ottima la cena con due o tre mele).

Anche se l’alimentazione è un fatto strettamente individuale, perché diverse sono le esigenze di ogni essere umano, possiamo sinteticamente dare, come linee guida per la ripartizione degli alimenti nella dieta di trofologica, i seguenti consigli:
Risveglio: spremuta di agrumi, centrifugato di frutta, frutta fresca di stagione
Colazione: frutta fresca di stagione, muesli, yogurt, pane tostato con un po’ di miele e caffè d’orzo
Pranzo: succo centrifugato, misto di ortaggi crudi con o una proteina (uovo, formaggio fresco, frutta oleosa, legumi) o un carboidrato (cereale integrale asciutto o in brodo), lievito alimentare
Pomeriggio: frutta fresca di stagione, yogurt, pane tostato con miele, crema di nocciole ecc.,
Cena: ortaggi misti crudi, con aggiunta di una proteina (diversa dal pranzo) o minestrone di verdure e/o verdure cotte al vapore o alla piastra





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